Simone Moro - Alpinista

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Alpinista 

 

<< Siamo uomini che credono fino in fondo nei loro sogni. E il nostro è di spostare i limiti dell'alpinismo ed esplorare qualcosa anche al giorno d'oggi>>

Protagonista della storia dell'arrampicata, ha raggiunto la vetta di otto dei quattordici ottomila.

Tenacia, tecnica e passione.

 

Biografia

La sua attività inizia all'età di 13 anni sulle montagne di casa, le Alpi Bergamasche.

È il 1985 quando si dedica all'arrampicata sportiva: due anni dopo realizza la sua prima via con standard tecnico 8a e nel 1989 ha già all'attivo trenta salite con standard 8b+. 

Nel 1992 inizia la sua esperienza di alpinista himalayano.

Il maltempo segna una battuta di arresto sulla parete sud dell'Aconcagua nel 1993; una valanga lo travolge nel 1997 sull'Annapurna portando via i suoi compagni di spedizione Dimitri Sobolev e Anatoli Boukreev.

Oltre 36 sono le spedizioni alpinistiche extraeuropee di cui molte compiute "in velocità". Per ben quattro volte ha raggiunto la vetta dell'Everest (8.848m). 

Completa in totale più di 50 spedizioni, conquista Himalaya, Karakorum, Tien Shan, Pamir.

Grande alpinista Simone, ma non solo. Pilota di elicottero specializzato nel soccorso in Himalaya, scrittore, cura progetti di coaching e beneficenza, uomo capace di gesti eroici che gli hanno valso la Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica.

 

Carriera

L'unico ad aver raggiunto quattro cime di 8.000 m. in inverno: Shisha Pangma (8.027 m.) nel 2005, Makalu (8.463 m.) nel 2009, Gasherbrum II (8.035 m.) nel 2011 e Nanga Parbat (8.126 m.) nel 2016. Per le salite al Makalu e Gasherbrum II è stato candidato al Piolet D’Or Asia. 

Nel 2000 raggiunge la vetta dell'Everest 8.848 m. Impresa che ripeterà altre tre volte.

Nel 2001 porta a termine la prima salita invernale del Marble Wall (Tien Shan, 6.400 m.) in stile alpino senza acclimatamento e in soli due giorni. 

Nel 2002 Raggiunge la vetta del Vinson (Antartide, 4.897 m.). Arriva per la seconda volta in cima all'Everest (Himalaya, 8.848 m.), parete nord con una discesa effettuata in sole quattro ore e trenta minuti. In sole undici ore realizza la salita in velocità del Cho Oyu (Himalaya, 8.201 m.).

Nel 2003 sale in vetta al Kilimanjaro (Kenya, 5.895 m.). Apre una nuova via di 2.100 m. sul Nanga Parbat (Himalaya, Pakistan 8.125 m.), senza però arrivare in cima. Compie la salita in velocità del Broad Peak (Karakorum, 8.047 m.) in ventinove ore e del Monte Elbrus (Caucaso, 5.642 m.) in tre ore e quaranta minuti.

Nel 2004 ha completato la prima salita della parete nord di Khali Himal (Nepal, 7.066 m.). Tenta la prima salita assoluta invernale della parete sud e della via Figueras dello Shisha Pangma (Himalaya, 8.013 m.). Non raggiunge la cima per soli trecento metri. Prova la salita dell’Annapurna (Himalaya, 8.091 m.), interrotta a cento metri dalla vetta.

Nel 2005 realizza un'impresa storica portando a termine la prima salita invernale dello Shisha Pangma (Himalaya, 8.013 m.) lungo la via degli iugoslavi. Sempre nello stesso anno, apre una nuova via al Batokshi Peak (Pakistan, 6.050 m.). Tenta la salita invernale al Cerro Torre (Ande, 3.102 m.).

In solitaria, nel 2006, compie la prima traversata da sud a nord dell’Everest (cima - campo base in quattro ore e trenta minuti).

È il 2007 quando tenta di portare a termine la prima salita mondiale in inverno del Broad Peak (Karakorum, 8.047 m.). Nonostante oltre un mese di bufera, raggiunge due volte la quota di 7.200 m. 

Nel 2008 ha effettuato la prima salita assoluta in stile alpino del Beka Brakai Chhok in Pakistan (Karakorum, 6.940 m.)  in quarantatré ore totali (con Hervé Barmasse). Prova nuovamente la prima salita invernale del Broad Peak (Karakorum, 8.047 m.). La scalata viene interrotta a soli duecento metri dalla vetta.

Insieme a Denis Urubko, nel 2009, porta a termine la prima salita mondiale invernale del Makalu (Himalaya, 8.462 m.).

Nel 2010 ancora Everest: per la quarta volta arriva in vetta lungo il versante sud, impiegando quarantotto ore tra andata e ritorno.

Nel 2011 effettua la prima salita mondiale invernale del Gasherbrum II (Karakorum, 8.035 m.) in compagnia di Denis Urubko e Cory Richards. Con questa impresa entra nella storia come il primo alpinista al mondo ad aver raggiunto tre cime di 8.000 m. in completa stagione invernale.

Nel 2012 insieme a Denis Urubko, tenta la prima salita invernale al Nanga Parbat (Himalaya, Pakistan 8.125 m.). Dopo 51 giorni ed essere riuscito a raggiungere la quota di 6.600 m è costretto ad interrompere la spedizione a causa delle pessime condizioni meteo. In primavera, prova per la seconda volta il concatenamento Everest-Lhotse, ma si ritira a causa del traffico sulla via di salita alla vetta della montagna più alta della terra.

Insieme a Ueli Steck, nel 2013 organizza la salita dell’Everest dalla via Hornbein, mai più ripetuta dopo il 1963 (Himalaya, Nepal 8.848 m.). A causa di un assalto subito da parte di un gruppo di sherpa è costretto a interrompere la spedizione.

È nello stesso anno che Simone è stato coinvolto nel salvataggio in elicottero di un alpinista ferito, a 7.800 m. sull'Everest. Mai salvataggio fu effettuato ad una quota più alta.

Nel 2014 prova per il secondo anno di seguito la vetta del Nanga Parbat in invernale: le pessime condizioni meteo costringono Simone ed il suo compagno David Goettler a rinunciare.

Nel 2015 tenta la salita invernale del Manaslu (8.163 m.) con Tamara Lunger. Nella fase di acclimatamento aprono una nuova via in stile alpino sulla parete nord dell’Island Peak (6.182 m.) e fanno una prima salita del Kang Lemo Central (6.100 m.)

Il 16 Febbraio del 2016 porta a termine la prima salita mondiale invernale del Nanga Parbat (Pakistan, 8.126 m.) in compagnia di Tamara Lunger, Alex Txicon e Alì Sadpara. Con questa impresa entra nella storia come il primo alpinista al mondo ad aver raggiunto quattro cime di 8.000 metri in completa stagione invernale.

 

Numerosi i premi vinti da Simone.

David A. Sowles Memorial Award dal American Alpine Club (2002), "Medaglia d’oro al valore civile" dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi e Pierre De Coubertain Fair Play award dall’UNESCO entrambi per il salvataggio di un alpinista britannico sulla traversata dell'Everest-Lhotse (2003). Il Premio Paolo Consiglio dal Club Alpino Italiano (CAI) (2008 e 2009), Eiger Award (2009), Premio Dalla Longa (2009 e 2010), Adventurer of the Year Award a Stoccolma (2010) e“Best of The ExplorersWeb” dal Golden Piton USA (2011).

 



    

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