Franco Nicolini

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Alpinista - Guida alpina 



<< Importante è che ancora adesso alla sera quando mi addormento sogno nuove avventure che sono alimentate da un grande carburante denominato "passione per i monti" >>

Grande alpinista e atleta inarrestabile sale le montagne in successione, una dopo l'altra.

Leggerezza, velocità e sicurezza.



Biografia

Nato a Lavis, in Trentino, nel 1960. Guida Alpina di professione e Istruttore di Soccorso Alpino.

Alpinista completo e altamente preparato: pratica l’arrampicata su roccia e su ghiaccio, alta montagna, corsa in montagna, sci alpino, scialpinismo, sci di fondo. Ha ripetuto circa 850 ascensioni su roccia e ghiaccio su pareti europee e extra europee e ha aperto vie sia nella Valle del Sarca che sulle scogliere del Garda che nel Gruppo di Brenta.

Si è cimentato pure con l’alpinismo invernale, tracciandone cinque in prima assoluta nel Gruppo di Brenta.

In ambito di sci alpinistico ha vinto molte gare tra cui il titolo tricolore di Campione italiano a squadre con Mezzanotte nel 2001, vice campione d'Europa sempre con Mezzanotte nel 2002 ed ha vinto la Coppa delle Dolomiti, circuito di gare della Regione Trentino Alto Adige nel 2004, oltre a numerosi podi in ambito internazionale, avendo vestito per molti anni i colori della nazionale. 

Elisoccorritore ed Istruttore del Soccorso Alpino. Franco ha scritto a quattro mani con Rosario Fichera, ed uscito nel 2010, un libro sui suoi concatenamenti intitolato: Libero di Concatenare.

 

Carriera

La specialità di Franco sono i concatenamenti e nel Gruppo di Brenta ha realizzato nel 1989 la via Dolomieu: scalata su 15 cime della catena centrale del Brenta su vie di 4° e 5° con un dislivello in salita di 3.640 m. effettuato in 13 ore.

Nel 1990 Franco ha realizzato un altro concatenamento di 7 cime con vie di difficoltà di 5° e 6° sempre nel Brenta centrale in 12 ore.

Nel 1993 la traversata in 18 ore del Gruppo del Lagorai con gli sci da sci alpinismo.

Nel gennaio del 1997 Nicolini effettua la via Dolomieu in invernale nel tempo di 5 giorni ritornando tutte le sere a casa e risalendo al mattino alla base delle pareti. Sull'invernale alla Dolomieu è stato girato un film.

Numerose sono le spedizioni Extrauropee alle quali ha preso parte. In Patagonia, dove nel 1990 apre una via nuova sulla parete nord del Cuernos Central a 2.600 m. ("Via degli Italiani") e nel 1993 sale il Cerro Torre a 3.200 m.

Nel 1998 è in Marocco nell’Alto Atlante con la ripetizione della via Francese al Pilier Cascahue; in Cina nella Catena Est del Kun Lun Shan con l’esplorazione di alcune valli e il concatenamento di due nuove vette oltre i seimila metri . Ancora in Cina l’anno dopo e sempre nel gruppo del Kun Lun Shan per la conquista di cinque vette inviolate e in compagnia di otto Guide Alpine trentine.

In Himalaya nel 2002, con Mirco Mezzanotte, sale in 18 ore i 8.250 m del Cho Oyu: di corsa, senza ossigeno e portatori. Nel 2003 ha tentato un altro ottomila: il Nanga Parbat (8.164 m.). Purtroppo, a causa di un congelamento ai piedi ha dovuto rinunciare dopo essere salito molto in alto.

Nel 2005 ha raggiunto la vetta del Broad Peak 8.047 m.

Nel 2006 la Cavalcata di Re Ortles con il concatenamento delle cime dell'Ortles, Zebru, Gran Zebru e Cevedale in 13 ore.

Ancora concatenamenti nel 2007: in 50 giorni con l'amico Mirco Mezzanotte, la scalata di tutte le 106 vette al di sopra dei 3.000 m. dei Gruppi dolomitici.

Nel 2008 sempre con Mezzanotte e Diego Giovannini, alpinista e cineasta, ha concatenato in 60 giorni tutti le 82 vette al di sopra dei 4.000 m. della Alpi, muovendosi da base a base delle montagne con soli mezzi naturali: bicicletta da corsa mountain bike, a piedi o con gli sci da alpinismo.

Nel 2009, assieme al collega Omar Oprandi, ha voluto rendere un omaggio alla memoria di Bruno Detassis, concatenando le principali vie del mitico Re del Brenta e storico gestore del Rifugo Alberto e Maria ai Brentei, scalando le vie aperte da Detassis nel suo regno.

Di recente Franco ha condensato tutte le esperienze vissute in una sola impresa: concatenare le montagne più alte del Sud America in un’unica spedizione. Un mega-concatenamento, con migliaia di infiniti chilometri di trasferimenti, delle 13 montagne più alte di Cile, Argentina e Bolivia insieme a Thomas e Silvestro Franchini ed a Michele Leonardi.

Un’avventura autentica e selvaggia perfettamente riuscita grazie alla perfetta organizzazione ed al meteo favorevole in  43 giorni. Rimandata la salita delle tre cime più alte del Perù, a causa del pericolo valanghe troppo elevato.

 



    

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